L'amore del fare, l'amore delle mani,

 

TRICLINIUM PAUPERUM

di Danilo Mauro Malatesta

 

In mostra al MIA Fair a Milano dal 6 al 10 Ottobre 

 

Fu un gesto rivoluzionario quello di papa Gregorio Magno, salito al soglio di Pietro il 3 Novembre 590, che accoglieva nell’oratorio di Santa Barbara al Celio, ogni giorno, dodici poveri per sfamarli, in memoria dei dodici apostoli di Gesù. In memoria di quell’ultima cena, ultimo atto umano e di condivisione che Gesù compie prima di incamminarsi da solo verso il suo destino. Un giorno però, alla mensa di papa Gregorio Magno, apparve un tredicesimo commensale, un angelo per i credenti, a cui l’allora Pontefice diede comunque da mangiare. Qui è nata la carità cristiana. Il Papa trasformò questo tavolo nella prima mensa dei poveri della storia e diede un senso concreto alla parola “accoglienza” poiché non dava loro solo del cibo, ma un posto dignitoso dove consumarlo.
Danilo Malatesta ha replicato questa liturgia, facendo ritrovare attorno allo stesso “triclinium pauperum” , molti secoli dopo, dodici persone, prese dal popolo, come soleva fare Caravaggio e come papa Gregorio stesso e cambiando radicalmente la prospettiva davinciana, ce ne mostra le sole mani. Cifra stilistica dell’autore è quella di cambiare l’ordine, il punto di vista, fornendone uno proprio, autentico, mai dissacrante, ma moderno, attuale ed evocativo. Dodici come quei poveri, come gli apostoli, in rappresentanza di tutta l’umanità. E il tredicesimo commensale? L’angelo? Potrebbe essere il fotografo oppure chi sta guardando l’immagine in questo momento.

Ama l’arte: fra Tutte le Menzogne è ancora quella che mente di meno
La Sindone di Vetro

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